Storia della Sardegna - Canto a Tenore

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Cultura

CULTURA

Canto a Tenore

Il bronzetto del offerente-cantore, custodito presso il Museo Archeologico di Nuoro, racconta una possibile origine nuragica (e africana) dell'espressione artistica più identitaria della Sardegna, riconosciuta Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. 

STORIA DELLA SARDEGNA

Canto a Tenore

Il Canto a Tenore è il canto corale che rappresenta l’origine agro-pastorale del popolo sardo in diretta continuità con quello nuragico. Le origini di questa espressione artistico-musicale è infatti uno degli elementi identitari assoluti della Sardegna, riconosciuto per la sua unicità e il suo fascino, Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dall’Unesco (2005).




A NUORO IL BRONZETTO CHE CANTA (FORSE)
Data la scarsità di dati storici e di fonti attendibili che ripercorrano fedelmente le origini del Canto a Tenore, non vi sono notizie certe sul come e sul quando sia nato. Tra i numerosissimi reperti archeologici, rinvenuti in oltre due secoli di campagne di scavo svolte in tutta la Sardegna che, peraltro sono diventate scientifiche e sistematiche, solo a partire dalla seconda metà del ‘900, vi è il celeberrimo “offerente-cantore”, la scultura bronzea datata nel protostorico nuragico (1000-900 a.C.) conservato presso il Museo Nazionale Archeologico di Nuoro. Si tratta di una figura la cui postura (il viso ha marcati caratteri negroidi che potrebbero certificare l’origine africana del reperto e/o forse dei nuragici stessi) sembra richiamare la gestualità di uno dei componenti del canto a tenore: un braccio disteso e proteso in basso, l’altro piegato e posto dietro la schiena e le gambe leggermente flesse.

UN CANTO PER CHI VUOLE
CONOSCERE LA SARDEGNA

Il Canto a Tenore è considerato uno dei più straordinari esempi di polifonia del Mediterraneo, caratterizzato da ricchezza timbrica, forza espressiva e complessità testuale/canora e gestuale che richiede da parte del pubblico notevoli capacità di lettura, di interpretazione e di attenzione.  

LA COMPOSIZIONE
Il Canto a Tenore si compone di quattro voci maschili che vanno dalla più grave alla più acuta, ovvero:

  • su bassu (il basso)
  • sa contra (il baritono)
  • sa mesu oche (il contralto)
  • sa oche  (la voce solista)

La voce solista fa da direttore d’orchestra perché è quella che scandisce il ritmo e la tonalità, mentre il coro ha il compito di eseguirli con armonia.

L’ESECUZIONE
I cantanti/musicisti si dispongono nella classica formazione a cerchio e intonano canti che riprendono tematiche di vita sociale, di lavoro e di rapporto con la natura proprie di ogni regione: Logudoro, Baronia, Barbagia e Ogliastra. Il brano è molto spesso una poesia eseguita usando una metrica impostata, che può essere:

  • malinconica e calma: composizione in endecasillabe cantate a "sa seria" , detta “boche 'e notte o boche nota”;
  • allegra e ballabile: composizione con scansione sillabica ridotta che presenta sette o massimo otto sillabe per verso.

Foto: Tenore sa niera (Pattada), foto di Pietro lavena

© riproduzione riservata
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