Tinnura - Il gioiello della Planargia

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Cultura

CULTURA

Il gioiello della Planargia

Il comune divenuto paese museo d'arte e architettura moderna, nel 2001 scelse la via del turismo culturale per scampare all’oblio. 

TINNURA

Il gioiello della Planargia

Tinnura, il comune della provincia di Oristano, con i suoi 272 abitanti, fino a quindici anni fa faceva fatica a comparire nelle cartine stradali della Sardegna, ma oggi, dopo una massiccia riqualificazione urbanistica assegnata ad artisti scultori e pittori di fama internazionale è diventato un’attrattiva d’obbligo per chiunque voglia conoscere l’Oristanese e le sue bellezze.

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A METÀ STRADA TRA IDENTITÀ E TURISMO
Siamo nell’antica regione della Planargia, Sardegna centro-occidentale, a cavallo tra Bosa e Cuglieri, in un centro abitato unito senza soluzione di continuità con Flussio, altro piccolo comune con cui condivide il corso principale, la via Nazionale, che corrisponde alla Strada Statale 292.
“Tinnura” è un toponimo di origine antica derivante dal protosardo "t(h)innía", "thinníga", che indicava la pianta del giunco spinoso, il vegetale che, assieme all’asfodelo, è quello maggiormente utilizzato nei lavori di artigianato. Questo apparentemente anonimo paese, alle prese con lo spopolamento tipico della Sardegna centrale, nel 2001, grazie alla sensibilità dei suoi abitanti e delle amministrazioni comunali, ha approntato un lungo progetto di abbellimento urbano con lo scopo, da un lato, di recuperare e valorizzare il patrimonio culturale che ha fatto da matrice alla comunità, basato soprattutto sulla vita nei campi e sulle preziose lavorazioni artigiane (uno su tutti il cestino di asfodelo); e dall’altro lato, alimentare, anche in quest’angolo di Sardegna, la principale risorsa economica del futuro, il turismo di massa.

MISSIONE COMPIUTA
Gli obiettivi, a distanza di quindici anni sembrano essere stati raggiunti. Lo dimostra il fatto che la località dal 2008 comincia ad essere inserita nei principali itinerari turistici dell’Oristanese ed è diventata tappa obbligata per chiunque casualmente passi dalle sue parti. Impossibile infatti rimanere insensibili a cotanta bellezza: Tinnura è un vero e proprio museo d'arte e architettura moderna, ricco di murales rappresentanti scene di vita rurale, piazze monumentali, statue e fontane.

CARTA BIANCA, LA PAROLA PASSA ALL’ARTE
Fu così che le anonime pareti lisce delle piccole case agricole sulle vie principali e finanche sulle secondarie, sono state dipinte di spettacolari murales che rappresentano scene di vita rurale tinnurese; le piazze e gli incroci altrimenti destinati a diventare insignificanti luoghi di sosta e di transito, sono state abbellite di sculture monumentali e fontane dalle eccezionali ricercatezze artistiche e stilistiche. Agli artisti insomma è stata data carta bianca e loro si sono sbizzarriti dando sfogo a tutta la loro creatività e i nomi di chi ha partecipato sono tutti di massimo livello: si va dagli scultori Carmine Piras, Pinuccio Sciola, Stefano Chessa e Simplicio Derosas, ai muralisti Pina Monne, Giambattista Loi, Angelo Pilloni, Fernando Mussone e Francesco Del Casino, autore quest’ultimo dei murales di Orgosolo.

Carmine Piras – In Piazza del Sole è stato collocato al centro della fontana il Monumento alla Donna Sarda, detto più propriamente “S'iscrarionzu”, dal nome dell'asfodelo, la pianta a foglie lunghe che vengono seccate e intrecciate per realizzare i caratteristici cesti, utilizzando la cosiddetta tecnica dell’intaglio dell’asfodelo. Un omaggio in rappresentazione del lavoro femminile in ambito domestico. Accanto alla fontana spicca sulla parete la simbologia che dal periodo nuragico intercala fino all'età contemporanea. Carmine Piras è lo stesso autore che ha realizzato la statua di Papa Giovanni nell’omonima piazza a Roma, a lui dedicata.

Simplicio De Rosas – In via Fontana ha realizzato la spettacolare la “Fontana dello Zodiaco”: dieci bocchette in basalto stilizzato in rappresentanza dei segni zodicali che gettano acqua a ciclo continuo su un lungo vascone a “V” a doppio contenimento. Il tutto sovrastato da un grande murales e arricchito da decorazioni geometriche in ricordo del lavoro delle cestinaie.

Pina Monne – L’ecclettica artista di Irgoli a Tinnura è letteralmente di casa e dalla sua mente sono stati realizzati numerosi murales sparsi per il paese, il più noto dei quali è senz’altro l’omaggio al condottiero per eccellenza, Giuseppe Garibaldi, degnamente ridisegnato in un rigoroso ritratto che campeggia nel mezzo della via Nazionale. Un omaggio alla storia dell’Italia e al ricordo da non cancellare di chi ha combattuto per un ideale e lo ha realizzato mettendo a rischio la propria vita.

  • Informazioni turistiche su Tinnura e il suo territorio: Ufficio Turistico del Comune, in via Nazionale 63, al numero di telefono: 0785.34.839.
  • Tinnura su Google Map

Pierpaolo Spanu
© riproduzione riservata
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