Storia della Sardegna - Stintino

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Località

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Stintino

Sfrattati dall’Asinara per far posto alla colonia penale, i camogliesi fondarono Stintino a fine ‘800. In meno di un secolo da borgo di pescatori disperati è diventata località turistica di fama mondiale

STORIA DELLA SARDEGNA

Stintino

Stintino è oggi una delle località turistiche della Sardegna più famose nel mondo, ma la sua storia è molto recente e non si rifà certamente all’economia turistica che riguarda l’esplosione economica dell’ultimo trentennio, bensì, agli avventurosi insediamenti di alcune famiglie di pescatori di origini camogline che, dopo l’istituzione della colonia penale nella vicina Asinara (1885), furono sfrattate dalle loro abitazioni a Cala d’Oliva. Oltre ai camogliesi, all’Asinara avevano vissuto fino ad allora anche ponzesi (sempre pescatori) e sardi (pastori ed agricoltori). Le destinazioni delle varie famiglie furono varie: Porto Torres, Sassari e l’entro terra della Nurra, ma alcune si stanziarono in quella stretta penisola che ora si trova tra Porto Vecchio e Porto Nuovo al centro di Stintino. Il sito fu acquistato con i soldi (750 lire per ogni famiglia) ottenuti dallo Stato per vie legali, dai primi abitanti sfrattati da Cala d’Oliva. Il nuovo borgo fu chiamato Cala Savoia e successivamente isthintìnu o sthintìnu, dal termine sassarese intestino o budello, poi italianizzato in Stintino. Il termine si riferiva chiaramente alla forma frastagliata e irregolare di quel tratto di costa. 

AGGRAPPARSI ALL’IDENTITÀ
Per molte di quelle persone tuttavia, lo sfratto dall’Asinara fu vissuto come un fortissimo trauma, tanto che alcuni chiesero – invano – almeno di poter essere sepolti all’Asinara. La fondazione, il 1º gennaio 1865, della Confraternita religiosa della "Beata Vergine della Difesa" (patrona del paese) fu una dovuta consolazione e, solo nel 1904, con l’istituzione della "Società mutua cooperativa fra i pescatori di Stintino” composta dai primi 68 soci, Stintino ebbe un’identità definitiva con la pesca che divenne, ben presto, la principale fonte economica della comunità. In particolare la pesca del tonno, dei ricci, dei crostacei e dei frutti di mare, di cui oggi, si ricorda la storia anche nel Museo della Tonnara (tel. 079 520081), collocato sulla banchina del porto e aperto nel 2013.

STINTINO OGGI
Stintino oggi è un comune italiano che si trova nell’ultimo lembo di terra sarda, la dove la piana della Nurra interrompe la sua emersione e lascia il posto alle acque dell’Asinara. L'isola, situata a breve distanza, ma di competenza territoriale del Comune di Porto Torres, ospita il Parco Nazionale dell'Asinara, istituito nel 1997. Dal porto turistico
di Stintino partono i collegamenti più vicini con l’isola dell’Asinara.

LUOGHI D’INTERESSE
La costa e il territorio stintinesi sono oggetto di forte attrazione turistica, che raggiunge il picco certamente durante la stagione estiva, specialmente per ciò che riguarda il turismo balneare, ma non smette di offrire anche altri motivi di interesse nel resto dell’anno.

  • LE PERLE DI STINTINO – La principale attrattiva turistica è sicuramente la spiaggia de La Pelosa, che si trova si affacciata sul Golfo dell'Asinara con una sabbia bianca finissima e un mare azzurro-turchese dal fondale assai basso. Subito accanto si trova la spiaggia della Pelosetta, più piccola della prima, dove si trova l'isolotto della torre aragonese (raggiungibile anche a piedi). La struttura fu costruita nel 1578 è chiamata Torre della Pelosa. Nelle immediate vicinanze, sempre in direzione nord, si trova pure l'Isola Piana (comune di Porto Torres) che ospita invece la Torre della Finanza: 18 metri di altezza, edificata sempre nel ‘500 e restaurata nel 1931. 
  • IL VERSANTE ORIENTALE – Sulla costa orientale altre spiagge da menzionare sono, da ovest a est: Le Saline, Il Gabbiano, L'Ancora, Ezzi Mannu, Pazzona e Punta Negra.
  • IL VERSANTE OCCIDENTALE – Il litorale occidentale della costa di Stintino, invece, quella bagnata dal Mar di Sardegna, detto “mare di fuori” si presenta invece con un alternanza di scogliere, sassi e cale di sabbia, come Biggiu Marinu (conosciuta anche come Valle della Luna), Coscia di Donna e Cala del Vapore.

LO STAGNO DI CASARACCIO
Lo stagno di Casaraccio – 85 ettari di estensione per 2 metri di profondità massima – è un'importante zona umida della Sardegna che si trova a 3 chilometri dall’abitato di Stintino, nella penisola di capo Falcone, parte occidentale del golfo dell'Asinara. La sua importanza naturalistica è stata tutelata nel 1996, con l’inclusione dell’area nell’Oasi permanente di protezione faunistica e di cattura. Lo stagno si trova racchiuso tra basse colline e il mare, con cui comunica attraverso un canale artificiale necessario a consentire il ricambio idrico. L’acqua è dunque salmastra e ospita un ventaglio di specie faunistiche di notevole interesse:

Avifauna migratoria

  • Albanella minore
  • Albanella reale
  • Avocetta
  • Beccapesci
  • Calandra
  • Calandrella
  • Calandro
  • Cavaliere d'Italia
  • Combattente
  • Cormorano
  • Falco di palude
  • Falco pescatore
  • Fenicottero
  • Fraticello
  • Gabbiano corso
  • Gabbiano roseo
  • Garzetta
  • Magnanina
  • Martin pescatore
  • Mignattino
  • Occhione
  • Pellegrino
  • Piro piro boschereccio
  • Piviere dorato
  • Sterna comune
  • Sterna zampenere
  • Tottavilla

Anfibi:

  • Raganella sarda
  • Rospo smeraldino

Rettili:

  • Biacco
  • Lucertola campestre
  • Testuggine comune

Uccelli:

  • Calandrella
  • Calandro
  • Sterna comune


 

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