Neoneli - L'Oasi di Assai

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Montagna

MONTAGNA

L'Oasi di Assai

Nel cuore del Barigadu, tra daini e cervi sardi, 900 ettari di lecceti e sughere, una terrazza con vista sul lago Omodeo e la piana di Ottana. Un patrimonio naturale che si somma alla vicina carboniera, al pinnetto pastorale e all'attrezzato Museo dell'Ente Foreste. Tutto da vedere. 

NEONELI

L'Oasi di Assai

Nel territorio comunale di Neoneli (676 abitanti), il paesino della regione storica del Barigadu in provincia di Oristano, si trova una delle aree verdi più belle della Sardegna, il Parco Ente Foreste di Assai, oltre 900 ettari che nel 1983 sono diventati Oasi permanente di protezione faunistica.





L’AREA VERDE

Il sentiero per quest’area verde, può essere coperto per un primo tratto in auto, accedendo alle località Nughedu Santa Vittoria e Perdu Orrù, dove si aprono numerosi punti panoramici sul fiume Taloro e sulla sua valle di Ottana con i suoi insediamenti industriali. Avanzando ancora si arriva all’area attrezzata gestita dall’Ente Foreste, denominata Alamoiu, dove è possibile sostare l’auto e proseguire a piedi nel cuore dell’Oasi naturalistica di Assai. Lungo il percorso è possibile incontrare molte specie animali tipiche, come il cervo sardo, il daino, il cinghiale e diversi uccelli selvatici. Per chi invece ha un interesse maggiore verso il patrimonio floreale, con un occhio più attento verso il terreno, si possono ammirare, a seconda delle stagioni, splendide orchidee selvatiche, ciclamini, lavande e biancospino. L’Oasi, è sempre sotto sorveglianza dell’Ente Forese che in questi anni sta svolgendo facendo interventi di manutenzione vegetazionale. Gran parte del territorio è infatti costituito da un bosco ceduo di leccio misto a sughera soprattutto nell'area di "Costaggios" e di "Sa Perda Orrubia". La sughera, qui si presenta in gran forma, con un’ampia chioma e a fusto diritto, in grado di dare un prodotto di elevata qualità. I vari interventi di ricostituzione boschiva stanno mirando ad agevolare lo sfogo verso l’alto del ceduo di leccio che spesso si presenta invecchiato e in delicate condizioni di vita.

STORIA ANTICA E MODERNA NEL CUORE DELLA SARDEGNA
Il sentiero dell’Oasi permanente di protezione faunistica, che si snoda per una lunghezza complessiva di 6 chilometri (2 ore di percorrenza con un dislivello di 383 metri), offre pure altri spunti interessanti come ad esempio l'antica carbonaia, che di fatto è esclusa dall’area perimetrale dell’Oasi ma è subito adiacente; la pinnetta pastorale, costruita secondo le tecniche tradizionali e infine, il Museo (telefono: 0783 34341. Ente titolare: Ente Foreste), annesso alla foresteria del cantiere forestale. L’esposizione è ospitata in un edificio che un tempo era un ricovero di pastori e greggi, mentre adesso è un’area dove si possono conoscere vari esemplari impagliati di fauna sarda, come il daino, il gatto selvatico, il cinghiale, la donnola, il topo quercino, mentre, tra gli uccelli selvatici, si ammirano splendidi esemplari di aquila reale (che qui nidifica), poiane e sparvieri.


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