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Le politiche sanitaria italiane

 

Lo Stato Sociale italiano è stato per oltre vent’anni uno dei più avanzati del mondo in termini di rispetto dei diritti universali dell’uomo, primo fra tutti quello alla salute. Dal 1948 al 1999 le politiche sanitarie italiane hanno gradualmente messo in atto l’estensione del diritto alla salute per tutti i cittadini italiani e stranieri che venivano ospitati sul suo territorio nazionale.  Con l’arrivo del nuovo secolo, il dilagare della globalizzazione finanziaria e l’indebolimento dello Stato come istituzione garante dei diritti dei cittadini, anche quello alla Salute è entrato gradualmente in crisi e anche il Bel Paese ha dovuto affrontare la crisi sistemica che lo ha portato, con lo scoppio della pandemia da Covid-19, ad avere un sistema sanitario non più a disposizione di tutti.

  • 1861 – La polizia sanitaria affidata ai sindaci

In Italia la storia delle politiche sanitarie comincia con la costituzione del Regno d’Italia, 1861. Epoca in cui la mortalità infantile è pari al 23% entro il primo anno di vita e gli italiani hanno una vita media inferiore di 17 anni rispetto agli svedesi e le politiche sanitarie nazionali non sono ancora state concepite perché esiste solo la polizia sanitaria e, la tutela della sanità pubblica, è affidata direttamente ai sindaci.

  • 1888/1945 – Primi assetti sanitari

A questo primo periodo che eredita ancora la politica sanitaria preunitaria in cui i sindaci si occupano di “vegliare” l’osservanza delle leggi di polizia sanitaria, valutando la salubrità degli alimenti e delle bevande destinati ai consumi privati, segue una lunga parentesi di transizione verso lo stato democratico, in cui gli assetti organizzativi della sanità pubblica non riescono a raggiungere la capillarità necessaria a un benessere generale della cittadinanza. Si passa dalla legge Pagliani-Crispi del 1888 che trasforma la polizia sanitaria in sanità pubblica; al 1907 quando nasce il Primo testo unico di leggi sanitarie; al 1934 quando questo teste viene leggermente aggiornato, per concludere col 1945 quando nasce l’Alto Commissario per l’Igiene e la Sanità pubblica direttamente amministrato dalla Presidenza del Consiglio.

  • 1948 – La salute diritto per tutti

La Costituzione sancisce il diritto fondamentale alla salute per tutti i cittadini italiani, affermando, nell’articolo 32 che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. (…) La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Si tratta di una rivoluzione civica di portata mondiale che eleva il valore della salute a diritto assoluto per tutti i cittadini.

  • 1958 – Nasce il Ministero della Salute

Dieci anni dopo la dichiarazione scritta del diritto alla salute per tutti sulla carta costituzionale, nasce il Ministero della Sanità l’ufficio amministrativo statale che avvoca a se le mansioni dell’Alto Commissario e cala la sua politica sanitaria nei territori attraverso gli uffici medici provinciali coordinati dal prefetto; gli uffici sanitari dei Comuni e gli uffici sanitari di confine (dogane, porti e aeroporti). A dare corpo alle funzioni del ministero vi è l’organo consultivo del Consiglio superiore di sanità.

  • 1968 – Nasce il Fondo nazionale ospedaliero

Con la Legge Mariotti (1968) nascono in Italia gli Enti Ospedalieri che svolgono le funzioni di programmazione ospedaliera attribuite alle Regioni.

  • 1978 – Nascita del Servizio Sanitario Nazionale

Viene istituito dalla legge 833 del 1978 e costituisce il complesso di funzioni, strutture, servizi e attività per la promozione, il mantenimento e il recupero della salute fisica e psichica dei cittadini italiani.

IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
La storia delle politiche vaccinali moderne in Italia inizia nel 1978, quando nasce il Servizio Sanitario Nazionale (L.R. Sanitaria n.833) che è l’insieme di servizi, attività e risorse dello Stato atto a garantire la tutela della salute a tutti i cittadini secondo i dettami della Costituzione.

Il SSN opera sul territorio nazionale attraverso una rete di strutture e organi che dai centri direttivi dello Stato si cala progressivamente su tutte le aree, che sono:

1) Organi centrali dello Stato: Ministero della Sanità; Consiglio Superiore di Sanità; Istituto Superiore di Sanità; Conferenza Stato-Regioni;

2) Organi regionali: Assessore alle Attività Sanitarie; Conferenza regionale permanente; Agenzia per i servizi sanitari regionali;

3) Organi Territoriali: Aziende Sanitarie Locali; Aziende Ospedaliere


SERVIZIO SANITARIO PER TUTTI I CITTADINI
Una delle peculiarità del Servizio Sanitario italiano è la gratuità delle prestazioni sanitarie per i cittadini. Questo avviene perché, il SSN, secondo i dettami della Costituzione Italiana, deve rispondere a tre principi cardine, che sono: universalità, uguaglianza ed equità.

Questo carattere universalistico del SSN, riconosciuto a livello mondiale per la sua peculiarità umanitaria, è il rispetto dell’articolo 32 della Costituzione, la prima in Europa a riconoscere il diritto alla salute a tutti i suoi cittadini.

  • 1992/1999 – Nascita dell’aziendalizzazione sanitaria

Con gli anni ’90 inizia una prima politica di decentralizzazione amministrativa e gestionale della sanità pubblica. È questo il periodo in cui il Sistema Sanitario Nazionale entra in crisi finanziaria e si pone il problema di come riorganizzarlo per avere una migliore sostenibilità delle spese che diventano stabilmente le prime voci di deficit statale. Con una serie di decreti messi in atto nel 1992, nel 1993 e soprattutto con la riforma Bindi del 1999, il servizio sanitario viene delocalizzato a una gestione regionale: si introduce l’aziendalizzazione sanitaria, trasformando le Unità Sanitarie Locali in Aziende Sanitarie Locali (LEGGI QUI) e dando a queste autonomia organizzativa. Nel contempo, nascono rapporti di concorrenza tra i distretti o le singole unità.


  • 2001 – Riforma del Titolo V della Costituzione

Grazie alle politiche sanitarie precedenti, le condizioni sanitarie della popolazione sono migliorate. I punti chiave di questo successo sono: evoluzione medica; diffusione dei vaccini; crescita dell’aspettativa di vita; farmaci innovativi; igiene pubblica e privata migliorate. Nel frattempo però sono “arrivati i conti” da pagare per i cinquant’anni di rivoluzione delle abitudini alimentari e lo stile di vita da paese industrializzato, con il conseguente aumento delle malattie croniche, cardiovascolari e dei tumori. Vengono ridisegnate le competenze dello Stato e delle Regioni in materia sanitaria e allo Stato sono conferite quelle relative alla profilassi internazionale, mentre alle Regioni vengono affidati i servizi di assistenza ospedaliera e territoriale.

Attraverso il miglioramento della informazione sanitaria si diffonde anche una cultura sanitaria di massa che espande i concetti di diagnosi precoce e fattori di rischio per promuovere la prevenzione in materia. Con la diffusione dell’informazione sanitaria e la liberalizzazione delle cure anche in ambito privato, aumentano le speculazioni sulla salute da parte di soggetti improvvisati e, con la capillarizzazione dei social-network e la libera.

Con la legge n. 317, del 3 agosto 2001, il Ministero della Sanità diventa Ministero della Salute e in questo modo, l’Italia si allinea a ciò che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera per salute: “Una condizione non più di assenza di malattia ma di completo benessere fisico, mentale e sociale”. In questo modo lo Stato diventa promotore e garante della salute dei suoi cittadini nella sua interezza e non si occupa più solo di assisterli quando la salute è in pericolo.

Gli strumenti principali, attraverso cui opera il SSN nazionale sono due: uno programmatico e uno finanziario. 

  • Il Piano Sanitario Nazionale è lo strumento programmatico attraverso cui lo Stato stabilisce gli obiettivi sanitari per il prossimo triennio, individuando le priorità e le modalità per il loro raggiungimento. Gli obiettivi sanitari devono essere raggiunti in tutto il territorio nazionale. Ogni tre anni, il PSN viene rinnovato in funzione delle nuove esigenze.
  •  Il Fondo Sanitario Nazionale è lo strumento finanziario con cui lo Stato sostiene economicamente le spese per le operazioni del Piano.

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Autore dell'articolo: Pierpaolo Spanu

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