Anatomia - La colonna vertebrale

I nostri articoli
TROVA IN:      > 

La colonna vertebrale

 


La colonna vertebrale è dunque un complesso sistema osseo composto da 33 elementi, le vertebre, che si suddivide in quattro regioni, che sono, dall’alto al basso:

  • Tratto cervicale – 7 vertebre
  • Tratto dorsale (o toracico) – 12 vertebre
  • Tratto lombare – 5 vertebre
  • Tratto sacro-coccigeo – 9 vertebre

Osservando la colonna vertebrale di lato essa presenta due curvature:

  • cifosi – curvatura della colonna con convessità posteriore
  • lordosi – curvatura della colonna con convessità anteriore

Queste curvature, in assenza di patologie, hanno i seguenti gradi di ampiezza:

  • La lordosi cervicale – valore fisiologico della curva 36°
  • La cifosi toracica – valore fisiologico della curva 35°
  • La lordosi lombare – valore fisiologico della curva 50°
  • La cifosi sacrale – valore fisiologico 50°
  • La piccola cifosi sacro-coccigea – valore fisiologico 50°

Le funzioni delle curvature della colonna vertebrale servono a rendere solida e flessibile al tempo stesso tutta la struttura, al fine di contrastare meglio la forza di gravità. In caso contrario, se la colonna fosse dritta, essa non assorbirebbe lo stress biomeccanico del rapporto con la gravità e sarebbe rigida e meno resistente.

VERTEBRA TORACICA



  • La regione cervicale

Il tratto cervicale della colonna vertebrale è composto da 7 vertebre che vanno dalla C1 alla C7. Di queste, la prima e la seconda hanno una conformazione particolare che le distingue maggiormente da tutte le altre.

La prima vertebra cervicale si chiama atlante, ha la forma ad anello ed è priva di corpo vertebrale; la seconda si chiama epistrofeo e ha una protuberanza, detta processo odontoideo, che l’asse attorno al quale l’atlante si muove per consentire alla cervicale di effettuare i movimenti di torsione (destra e sinistra), circonduzione, flessione ed estensione. Queste due vertebre non hanno tra loro il disco intervertebrale e costituiscono nell’insieme il rachide cervicale superiore.

Il secondo tratto della colonna cervicale è il rachide cervicale inferiore composto dalle vertebre C3,C4,C5,C6 e C7. Queste vertebre hanno caratteristiche morfologiche simili a quelle del resto della colonna, ma hanno dimensioni più piccole. L’ultima della serie, la C7 ha un processo spinoso molto sviluppato.



  • La regione dorsale (o toracica)

Nel tratto dorso-toracico della colonna, le vertebre assumono dimensioni progressivamente maggiori man mano che si scende verso il basso. Esse vanno da T1 a T12 e hanno la particolarità di essere articolate con le coste mediante le faccette articolari. Le vertebre toraciche dietro, assieme alle coste ai lati e davanti e allo sterno in avanti costituiscono la cassa toracica.


  • La regione lombare

La regione lombare della colonna vertebrale è costituita da 5 vertebre (dalla L1 alla L5) e hanno il corpo più voluminoso rispetto a tutte le altre vertebre del rachide. Il corpo del rachide lombare è cuneiforme.


  • La regione sacro-coccigea

L’ultimo tratto della colonna vertebrale è quello sacro-coccigeo, costituito da due tratti ulteriori: il tratto sacrale, che è composto dalle cinque vertebre sacrali (S1,S2,S3,S4,S5) fuse tra loro nella costituzione dell’osso sacro; e il tratto coccigeo, che è costituito da altre 4 o 5 vertebre (C1,C2,C3,C4,C5) le quali, alcune volte possono trovarsi fuse tra loro, oppure no. Nell’insieme queste ultime vertebre costituiscono il coccige che è il residuo biologico della coda persa quando l’uomo, 5 milioni di anni fa, si è evoluto dalla scimmia all’australopiteco (LEGGI: STORIA DELL’UOMO. DALLA SCIMMIA ALL’HOMO).

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE DELLE VERTEBRE
Le vertebre del rachide umano, escluse l’Atlante e l’Epistrofeo (prima e seconda vertebra cervicale), hanno grosso modo le stesse caratteristiche morfologiche che sono:

  • il corpo vertebrale – si tratta della parte più voluminosa della vertebra, formata da tessuto osseo spugnoso e rivestito da una lamina ossea;
  • l’arco vertebrale – composto dal peduncolo, i due processi laterali e il processo spinoso che si proietta indietro;
  • il foro vertebrale – la sede che ospita il passaggio del midollo spinale che è la via di comunicazione del cervello col sistema nervoso periferico (VEDI IL SISTEMA NERVOSO). Dal midollo si diramano infatti i nervi che conducono l’energia a tutto il corpo.

I DISCHI INTERVERTEBRALI
I dischi intervertebrali sono i “cuscinetti” di fibro-cartilagine che hanno il compito di “ammortizzare” le pressioni a cui la colonna è sottoposta nel rapporto con la forza di gravità.

LE CURVE FISIOLOGICHE DELLA COLONNA VERTEBRALE
Le curvature della schiena possono avere delle variazioni patologiche nelle varie regioni che la compongono. In particolare, sarebbero da tenere sotto controllo i seguenti valori:

Tratto cervicale

  • Riduzione di 5°- 10° (nuca appiattita);
  • Aumento oltre i 70° (iperlordosi cervicale).

Tratto toracico

  • Riduzione di 25° (dorso piatto);
  • Aumento oltre i 90° (ipercifosi dorsale).

Tratto lombare

  • Riduzione di 15° (appiattimento o cifosi lombare);
  • Aumento a 65° (antiversione)
  • Aumento oltre 90° (iperlordosi lombare)

LE FUNZIONI DELLA COLONNA VERTEBRALE DA UN PUNTO DI VISTA FISICO-MOTORIO
La colonna vertebrale, da un punto di vista fisico-motorio, ha diversi compiti, tra cui:

  • sostenere il corpo nelle varie posizioni che assume, in particolare quella eretta e quella seduto;
  • consentire il movimento del corpo in piegamento, flessione, estensione e torsione;
  • proteggere il sistema nervoso ospitando il midollo spinale all’interno del forame vertebrale;

L’IMPORTANZA DI UNA COLONNA VERTEBRALE SANA
Dopo aver descritto anatomia e funzione della colonna vertebrale, si evince chiaramente che questa struttura osseo-cartilaginea deve essere mantenuta nelle condizioni migliori possibili durante la vita, perché ciò garantisce alla persona una qualità di vita migliore. Diversamente, la trascuratezza potrebbe innescare dei processi dolorosi e talvolta invalidanti che peggiorerebbero la vita.  

Le abitudini di vita che consentono il mantenimento di una colonna vertebrale sana sono:

  • seguire un’alimentazione corretta e quando non si riesce farsi seguire da un dietologo o un nutrizionista;
  • praticare costantemente attività motoria seguiti da istruttori di educazione fisica;
  • fare dei controlli periodici per valutare le condizioni della colonna (spostamenti vertebrali, schiacciamenti, alterazioni delle curve…). Queste valutazioni sono di pertinenza medica.
Autore dell'articolo: Pierpaolo Spanu


aziende
Glucidi, protidi e lipidi

Alimentazione

Glucidi, protidi e lipidi

Piano di Studio della Biologia

Biologia

Piano di Studio della Biologia

Il Carbonio

Elementi chimici

Il Carbonio

Il Ciclo del Carbonio

Cicli biogeochimici

Il Ciclo del Carbonio

Piano di Studio della Matematica

Matematica

Piano di Studio della Matematica

Tara, Peso netto e Peso lordo

Linguaggio economico

Tara, Peso netto e Peso lordo

Piano di Studi

Cultura generale

Piano di Studi

La composizione chimica degli esseri viventi

Livello molecolare

La composizione chimica degli esseri viventi