Milano - L’impero economico di Silvio Berlusconi

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L’impero economico di Silvio Berlusconi

 

Silvio Berlusconi è stato uno dei più importanti imprenditori italiani a cavallo tra XX° e XXI° secolo perché ha generato e gestito uno dei più cospicui patrimoni economico-finanziari della storia d’Italia, rimanendo costantemente, per oltre cinquant’anni, nelle prime cinque posizioni degli uomini più ricchi d'Italia.



LE PRECONDIZIONI DI FORZA DI SILVIO BERLUSCONI
Il posizionamento ai vertici nazionali e internazionali del capitalismo mondiale dell'imprenditore milanese Silvio Berlusconi è stato possibile grazie alle sue doti personali di intelligenza, furbizia, caparbietà, scaltrezza e creatività; alla sua capacità di diversificare con utile tempismo le attività economiche, trasferendo gli investimenti da un settore vincente ad un altro e, non ultimo, grazie anche a una solida e grande rete di amicizie personali, imprenditoriali e politiche, nonché ad una serie importante di leggi dello Stato italiano e dell'Unione Europea che gli hanno consentito di saldare la propria posizione di forza senza subire dannosi attacchi da parte delle varie concorrenze che si sono succedute negli anni e nei vari settori, consentendogli, di rimanere a capo assoluto del suo business fino ad età molto avanzata.

I PASSAGGI CHIAVE DEL SUCCESSO
Nel corso della storia imprenditoriale di Silvio Berlusconi sono stati numerosi i passaggi chiave che hanno consentito via via di rinforzare la sostenibilità economica delle sue attività, ma, sicuramente tre di essi, sono stati i più importanti e decisivi:

  1. L'EDILIZIA - Il primo vero business dell'imprenditore milanese è stato il mondo del mattone, grazie al quale ha potuto creare una solida base economico-finanziaria e socio-politica che gli ha consentito, gradualmente, di entrare con forza nei settori successivi dell'economia italiana e internazionale. 
  2. LA TELEVISIONE - L’ingresso nel mondo della comunicazione televisiva a metà degli anni ’70 è stato il secondo decisivo passo verso la leadership nazionale in ambito economico-finanziario, perché, in dieci anni, ha trasformato radicalmente il modo di fare televisione in Italia arrivando ad essere esso stesso un modello aziendale e un fenomeno di costume a cui tutta la concorrenza ha dovuto fare riferimento assumendo, disponendo di una forza economica molto inferiore, sempre un ruolo comprimario;
  3. LA POLITICA - ll subentro, nel 1994, come leader politico di peso assoluto nel panorama italiano immediatamente dopo la fine della cosiddetta “Prima Repubblica” distrutta dallo scandalo "Tangentopoli", ha fatto si che Silvio Berlusconi, grazie al potere economico delle sue aziende con migliaia di dipendenti in tutta Italia e all'estero; grazie alla folta rete di collaboratori e sostenitori, divenuta negli anni sempre più grande, di poter attingere ad un ricco bacino elettorale prontamente inquadrato, con mirata propaganda televisiva, nel vuoto di rappresentanza del centro-destra dopo la caduta della Democrazia Cristiana.

I GOVERNI PIU' STABILI DELLA STORIA D'ITALIA
L’importanza di Silvio Berlusconi dunque per la storia d’Italia è stata tale che le ricadute della sua forza imprenditoriale si sono poi fatte sentire profondamente nella storia politica e culturale italiana, divenendo per circa venticinque anni, dal 1994 al 2010, il leader del nuovo centro destra italiano (LEGGI QUA), nato dalle ceneri del dominio socialista-democristiano perché spazzato via dalle inchieste di Mani Pulite (1992) e, per quattro volte,  presidente del consiglio: nel 1994, nel 2005, nel 2006 e nel 2008. Di questi governi quello del 2001-05 e quello del 2008-11 sono stati rispettivamente il primo e il secondo governo più longevo della storia d'Italia. 

Infine, ma non ultimo, Berlusconi, grazie all’impero mediatico sorto con l’acquisizione di "Tele Milano" nel 1976 e del quotidiano "Il Giornale", tra il 1977 e il 1979, è divenuto capostipite di un fenomeno sociale e culturale denominato “berlusconismo” (LEGGI QUA) che ha influenzato profondamente il modo di pensare degli italiani tra la fine del ‘900 e il 2000.

I terreni imprenditoriali in cui Silvio Berlusconi ha operato nel corso della sua storia sono stati molteplici. Le sue attività sono iniziate nel campo dell’edilizia, hanno poi voltato lo sguardo verso la televisione; quindi verso il mondo delle assicurazioni e della finanza, passando per il cinema e lo sport. Secondo la rivista americana Forbes Billionaires, Silvio Berlusconi è stato nel 2020, con 5,3 miliardi di patrimonio, il sesto uomo più ricco d’Italia, preceduto nell’ordine da Giovanni Ferrero (Ferrero dolciaria), da Leonardo del Vecchio (Luxottica), da Stefano Pessina (Walgreens Boots Alliance) e da Massimiliana Landini Aleotti (gruppo farmaceutico Menarini). 

L’ASSETTO SOCIETARIO DI SILVIO BERLUSCONI: DOLCEDRAGO E FININVEST 
Sempre secondo la rivista economica Forbes, Silvio Berlusconi, nel 2011 aveva un patrimonio di 7,8 miliardi di dollari americani ed era in possesso del 99,5% della società Dolcedrago S.p.A. (il resto dell’azionariato era diviso in parti uguali tra i figli Marina e Piersilvio). Attraverso questa società l'ex Cavaliere ha potuto amministrare le sue proprietà immobiliari: Villa San Martino ad Arcore, Villa Certosa e Villa Stephanie a Porto Rotondo, più, altre quattro ville all’estero (Bermuda, Lesmo, Macherio e Lesa. La Dolcedrago). Oltre al settore immobiliare, con la nuova società, Berlusconi, ha messo sotto controllo pure la totalità di Videodue S.r.l., società che ha comprato i diritti d’autore di 106 film di produzione italiana e internazionale. Della Fininvest invece, Berlusconi, possiede il 61% delle quote, con il restante dell’azionariato ai figli Marina, Piersilvio, Luigi, Barbara ed Eleonora. La Fininvest controlla il 100% del Teatro Manzoni di Milano; il 50% della Mondadori; il 38% di Mediaset (Canale 5, Italia 1, Rete 4 e vari altri canali televisivi sorti dopo la Riforma Gasparri del 2004) e il 35% della banca Mediolanum

L’ESORDIO IN EDILIZIA
Silvio Berlusconi nasce a Milano il 29 settembre 1936 e inizia negli anni ’60, nella sua città natale, la carriera di imprenditore nel settore dell’edilizia, dove, in pochi anni, da agente immobiliare diventa costruttore di condomini per migliaia di abitanti (vedi il quartiere della “città modello” a Brugherio da 4000 abitanti) e, alla fine del decennio, getta le basi per la fondazione di Milano 2, acquistando 712000 m² di terreno a Segrate, il cui comune, nel 1971, dà seguito alle concessioni edilizie. Lo stesso anno fonda a Roma l'Immobiliare San Martino, il cui amministratore è Marcello Dell’Utri, amico di gioventù di Berlusconi. Il successo nel settore delle costruzioni di Silvio Berlusconi arriva al culmine nel 1977 con una riconoscenza del massimo rappresentante dello Stato Italiano, quando viene nominato “Cavaliere del lavoro” dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone

LA TELEVISIONE
Dall’edilizia, Berlusconi passa nel 1976 al campo della televisione comprando Tele Milano, la televisione via cavo che operava già da due anni in alcuni quartieri residenziali del capoluogo lombardo. Era quello l’anno in cui, la sentenza 202 della Corte Costituzionale, liberalizzò l’esercizio dell’attività televisiva slegando definitivamente lo Stato dalla condizione di monopolio nel settore (LEGGI ANCHE: LE RIFORME RADIO-TELEVISVIVE ITALIANE, DAL 1919 AL 1990).
Nel 1978 Berlusconi fonda la holding Fininvest con cui coordina tutte le sue attività imprenditoriali, sia nel campo delle televisioni che dell’edilizia.
Lo stesso anno Tele Milano cambia nome e diventa Canale 5 che da tv locale, grazie all’acquisto di emittenti locali con realizza un circuito di emittenti consorziate (syndication), diventa una rete televisiva nazionale sebbene, a quel tempo, in Italia, ancora sussistesse il divieto, per una televisione privata, di trasmettere da una sola rete su tutta la Penisola.

La forza imprenditoriale del nuovo canale televisivo si mostra per la prima volta nel 1981, quando Berlusconi acquista i diritti televisivi del Mundialito, un torneo di calcio tra nazionali sudamericane ed europee a cui partecipa anche l’Italia. Per la visione di questo evento sul suo canale Berlusconi ottiene la possibilità dell’uso del satellite che gli consente la trasmissione diretta dell’evento in Lombardia e in differita nel resto d’Italia, sfruttando peraltro l’appoggio tecnico del consorzio di emittenti locali che aveva appena creato.  

Nel 1982 la Fininvest acquista Italia 1 e nel 1984 Rete 4, la prima dall’editore Edilio Rusconi, la seconda da Arnoldo Mondadori Editore. In questo modo il gruppo televisivo fondato da Berlusconi può competere sul terreno della copertura nazionale di programmi televisivi con la televisione di Stato, la Rai, entrando nel mercato televisivo privato nazionale quasi da monopolista (LEGGI ANCHE: LA NASCITA DELLA TELEVISIONE PRIVATA IN ITALIA), avendo una disponibilità di mezzi, tra reti televisive e infrastrutture, che la concorrenza non aveva. A livello nazionale si forma così un duopolio di primo piano, formato dai tre canali Rai (Rai 1, Rai 2 e Rai 3) e dai tre canali Fininvest (Canale 5, Italia 1 e Rete 4) che occupano i primi sei canali del telecomando, mentre le altre emittenti private nazionali (vedi Telemontecarlo) fermano le loro influenze a piccole fette dei mercati nazionali e regionali.

IL DUOPOLIO RAI-FININVEST
Una volta che la Fininvest è entrata in possesso di tre reti televisive che sfruttano l’appoggio logistico dei canali locali, questa riesce a garantire la copertura nazionale delle sue trasmissioni diventando il primo e quasi unico concorrente alla televisione di stato, la Rai. Nel frattempo, la forza economica e finanziaria della holding si dimostra subito schiacciante perché, in pochi anni, riesce a mettere sotto contratto quasi tutti i principali divi televisivi della Rai dell’epoca, tra cui Mike Bongiorno, Corrado Mantoni, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, offrendo loro oltre a un cachet più corposo, la possibilità di realizzare con maggiore libertà interpretativa, iniziative televisive che, nella “ingessata” televisione di Stato – ancora lottizzata dai partiti politici e fortemente vincolata all’orientamento culturale del Vaticano – non era possibile realizzare.

LA VIOLAZIONE DELLA LEGGE SULLA TRASMISSIONE TELEVISIVA
Sono intanto i primi anni ’80 quando la Fininvest continua a trasmettere su tutto il territorio italiano attraverso una staffetta di televisioni locali che mettono a disposizione infrastrutture e personale. In questo modo però la holding berlusconiana viola la legge che impedisce ad un’emittente privata di coprire una tale vastità di utenze che devono rimanere ancora di pertinenza esclusiva Rai. La situazione di illegalità diventa critica nel 1984, quando, i pretori di alcune città italiane (Pescara, Torino e Roma), oscurano i canali Fininvest per aperta violazione della legge di trasmissione su scala nazionale. L’impasse si risolve solo parzialmente col decreto legge Berlusconi del primo governo Craxi (Bettino Craxi, allora segretario del Partito Socialista Italiano e Presidente del Consiglio dei Ministri in carica era amico personale di Silvio Berlusconi) che, il 20 ottobre 1984, autorizza l’imprenditore milanese a continuare la trasmissione dei suoi canali televisivi su scala nazionale. Il decreto, pur bocciato dalla Camera nel novembre successivo perché incostituzionale, viene rinforzato dal Berlusconi Bis, su cui il governo pone la questione di fiducia e così, dal febbraio del 1985, la licenza rimane efficacie per altri sei mesi fino quando, nell’agosto dello stesso anno, il Berlusconi bis diventa legge (Decreto Berlusconi Ter). A stabilizzare definitivamente la situazione arriva poi la Legge Mammì (LEGGI QUI) del 1990, che fu la seconda legge più importante del riordino del sistema radio televisivo italiano dopo la riforma della RAI del 1975, la quale consentì a tutte le televisioni private di trasmettere legalmente su tutto il territorio nazionale. 

RADIO, TELEVISIONE E CINEMA
Silvio Berlusconi dal 1976 in poi, entra a vario titolo nelle proprietà e nella fondazione di vari canali televisivi, radiofonici e di intrattenimento cinematografico, sia in campo italiano che europeo (Spagna, Francia, Germania, Albania ), acquistando, con varie percentuali, le seguenti società radio-televisive:

  • ITALIA – 48,2% - Mediaset S.p.a. (dal 1994 presieduta da Fedele Confalonieri)
  • ITALIA –100% - R.t.i. (Reti televisive italiane: Canale5, Italia1, Rete4), Mediatrade (produzione fiction televisive), Videotime (produzione programmi televisivi), Elettronica Industriale (servizi tecnici), Publitalia 80 (raccolta pubblicitaria reti Mediaset), Mediadigit (televisione digitale e internet)
  • FRANCIA 60% - Euroset (televisione / Kirch Media)
  • SPAGNA – 40% - Gestevision Telecinco
  • SPAGNA – 40%  Publiespaña (per la raccolta pubblicitaria della Telecinco)
  • ALBANIA – 19,5% - Albacom (telefonia fissa e internet) 19,5%
  • SPAGNA – 50% - Eurosei

CINEMA
Attraverso la Videodue S.r.l. negli anni ’90, Silvio Berlusconi acquistò numerosi diritti cinematografici per un totale di 106 film, tra cui tutta la serie di Peppone e don Camillo, I tre giorni del Condor, Velluto Blu, il secondo tragico Fantozzi, Ladri di biciclette, Mamma Roma, Deserto rosso, King Kong e Uomini contro. Negli anni successivi l’ex Cavaliere ha poi creato la società cinematografica Medusa film che già nel 2000 arrivava a coprire oltre il 20% del mercato di settore; seguono l'acquisto e la creazione della Medusa Video, Cinema 5 e il 51 % della Blockbuster Italia.

L’EDITORIA BERLUSCONIANA: L’IMPORTANZA DEL TV SORRISI E CANZONI 
La forza economica dell’imprenditore milanese una volta consolidata la sua posizione nel campo della televisione diventa ancora più importante in quello dell’editoria generica, arrivando, ad oggi, ad essere il più grande editore di libri e riviste d’Italia. Dopo infatti aver acquistato Rete 4 dalla Mondadori nel 1984, in quella stessa casa editrice, prima entra a far parte dell’azionariato di minoranza e poi in quella di maggioranza, comperando sei anni dopo la quota più grande. Già negli anni ’80, tuttavia, Berlusconi, aveva già fondato la sua Silvio Berlusconi Editore con la quale nel 1982 aveva acquistato il periodico di informazione leggera “Sorrisi e Canzoni” che rinominò “TV-Sorrisi e Canzoni”. Con questo settimanale, economico e per tutta la famiglia, Berlusconi agganciò il target di lettori italiani che cercavano informazioni aggiornate sulle iniziative di produzione cinematografica, dello spettacolo e musicale (Sorrisi e Canzoni nacque nel 1952 per volontà di Agostino Ciampi che aveva i diritti di pubblicazione delle canzoni di tutto il mondo in Italia). In questo modo, l'ex Cavaliere si fece conoscere al pubblico delle sue televisioni, come l'ideatore e il proprietario di quel grande network che aveva occupato i canali dal 4 al 6 della loro televisione; nel contempo, entrando direttamente nelle case di milioni di italiani e "familiarizzando" con loro, l'imprenditore milanese creerà  uno dei più ricchi bacini di voti da cui attingere successivamente con la "discesa in campo" e la creazione del suo partito: Forza Italia. Con Tv-Sorrisi e Canzoni, Berlusconi trasformò quell'anonimo, diversificato e disorientato pubblico televisivo che si sintonizzava sui suoi canali, in preciso target commerciale, con un orientamento di gusti omologato e omogeneo, così da avere in definitiva un fedele e seguace pubblico delle sue televisioni. E infatti, accanto alle pagine dedicate alle comunicazioni dei palinsesti televisivi nazionali (Rai ed emittenti locali), avevano grande spazio i canali Fininvest e le cronache dei suoi principali personaggi, da Mike Bongiorno a Raimondo Vianello, passando per i resoconti tecnici e di retroscena, quando non di gossip leggero, dei principali fatti televisivi. In questo modo, attraverso TV-Sorrisi e Canzoni, si diffondeva in tutta Italia la conoscenza di quel mondo e si fidelizzava il lettore a seguire determinate programmazioni.  

DAL GIORNALE A FORZA ITALIA: UN PASSO ALLA VOLTA
L’altro settore editoriale in cui Silvio Berlusconi fece la sua comparsa a fine anni '70 fu quello più “impegnato” dei “quotidiani” dove, già nel 1977, era entrato nella società de “Il Giornale” il quotidiano diretto da uno storico giornalista e noto al dibattito pubblico per il suo rigetto verso la sottomissione: Indro Montanelli. Del suo giornale, l'ex Cavaliere acquisì prima il 12% della proprietà e poi, due anni dopo, il 37,5%, diventando l’azionista di maggioranza. Con l’acquisizione di un quotidiano – che per allora era ancora di modesta tiratura ma già inquadrato in un lettorato di centro-destra e conservatore – Silvio Berlusconi dichiarò il suo orientamento politico e preparò il suo primo legame con quel pubblico che farà poi da bacino del futuro consenso elettorale nella “discesa in campo politico” del 1994, quando nacque il partito da lui fondato “ Forza Italia”.

BERLUSCONI IL MAGGIOR EDITORE IN EDICOLA
Tra il 1977 e il 1994, Silvio Berlusconi entra, a vario titolo e con percentuali di controllo diverse, in numerose produzioni editoriali nazionali e internazionali. L’elenco delle acquisizioni diventa via via sempre più lungo fino ad essere, oggi (2020), l'imprenditore più presente nell’editoria leggera (quella da edicola per intendersi) a livello italiano. A seguire l’elenco, stimato per difetto e orientativo perché suscettibile di continue variazioni societarie e/o di mercato, delle riviste italiane di proprietà, parziale o totale, di Silvio Berlusconi e dei suoi gruppo editoriale:

  1. AUTO OGGI EDITORIA
  2. BLOCKBUSTER CINEMA, SPETTACOLO, SPORT
  3. CASA EDITRICE FELICE LE MONNIER S.P.A. EDITORIA
  4. CASA VIVA EDITORIA
  5. CHI EDITORIA
  6. CIAK EDITORIA
  7. COSMOPOLITAN EDITORIA
  8. CUCINA MODERNA EDITORIA
  9. DISNEY ENIGMISTICA EDITORIA
  10. DONNA IN FORMA EDITORIA
  11. DONNA MODERNA EDITORIA
  12. FOCUS EDITORIA
  13. FOCUS EXTRA EDITORIA
  14. FORZA MILAN EDITORIA
  15. GQ EDITORIA
  16. GRAZIA EDITORIA
  17. I CLASSICI DEL GIALLO EDITORIA
  18. I CLASSICI DISNEY EDITORIA
  19. IL GIALLO MONDADORI EDITORIA
  20. INTERNAZIONALE EDITORIA
  21. LA MACCHINA DEL TEMPO EDITORIA
  22. LE MONNIER EDITORIA
  23. MONDADORI EDITORIA
  24. PANINI EDITORIA
  25. PANORAMA EDITORIA
  26. SOCIETA’ EDITRICE IL MULINO S.P.A. EDITORIA
  27. SORRISI E CANZONI TV EDITORIA
  28. SPERLING & KUPFER EDITORIA
  29. TOPOLINO EDITORIA
  30. VOGUE ITALIA EDITORIA

LA GRANDE DISTRIBUZIONE: LA STANDA
Altro campo in cui Silvio Berlusconi e le sue società controllate espandono il loro dominio economico e finanziario è quello della grande distribuzione e del commercio al dettaglio, acquistando prima, nel 1988, la Standa e poi, nel 1991, la Supermercati Brianzoli, che poi dieci anni dopo rivenderà per recuperare liquidità.

BANCHE E ASSICURAZIONI
Negli anni Novanta proseguono le acquisizioni di Berlusconi e delle sue controllate anche in un altro settore chiave dell'economia italiana e mondiale, quello bancario e assicurativo-finanziario. A seguire un elenco – aggiornato al 2010 – delle proprietà (con varie percentuali di azionariato) sia bancarie che assicurative dell’ex- Cavaliere:

  1. AMBROSIANA VITA SPA - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  2. ARAM SPA - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  3. ASSOFIN SPA - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  4. ATHENA FINANZIARIA S.R.L. EDITORIA
  5. BANCA ASSICURAZIONE PRODOTTI FINANZIARI ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  6. BANCA FINANZA GIORNALE ASSICURAZIONI EDITORIA
  7. BANCA MEDIOLANUM SPA - MILANO 3 BASIGLIO (MI) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  8. BROKERS FIVE SRL - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  9. EUROMOBILIARE SPA - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  10. EUROPA INVEST S. A. - LUSSEMBURGO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  11. FIBANK INVERSIONES S.A. - (BARCELLONA) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  12. FININVEST FIDUCIARIA SPA - SEGRATE (MI) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  13. FININVEST ITALIA SPA - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  14. FUTURA FINANZIARIA SRL - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  15. GAMAX BROKER POOL A.G. - LEVERKUSEN (GERMANIA) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  16. GESTIONE FONDI FININVEST SPA - SEGRATE (MI) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  17. GESTIONI ESTERE SPA - SEGRATE (MI) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  18. GESTIONI INTERNAZIONALI SPA - SEGRATE (MI) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  19. MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  20. IMMOBILIARE PERSEO SRL - MILANO SERVIZI DI GRUPPO E DIVERSIFICATE
  21. MEDIOLANUM ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  22. MEDIOLANUM ASSICURAZIONI SPA - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  23. MEDIOLANUM BORSA SIM P. A. - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  24. MEDIOLANUM COMMISSIONARIA SPA - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  25. MEDIOLANUM CONSULENZA SIM P. A. - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  26. MEDIOLANUM GESTIONE FONDI ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  27. MEDIOLANUM INTER. FUNDS LIMITED (DUBLINO) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  28. MEDIOLANUM PRIVATE S.A.M. - MONACO (FR.) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  29. MEDIOLANUM STATE STREET ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  30. MEDIOLANUM VITA SPA - MILANO ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  31. PARTNER TIME ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  32. PROGRAMMA ITALIA INVESTIMENTI SIM P. A. - SEGRATE (MI) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI
  33. PROGRAMMA ITALIA SPA - SEGRATE (MI) ASSICURAZIONI E SERVIZI FINANZIARI

LO SPORT
In quest’ultimo ambito della vita sociale ed economica italiana, Berlusconi entra di peso a metà degli anni '80 e ne diventa ben presto un fulcro politico ed economico dell'intero sistema, grazie al suo enorme potere d'acquisto. In particolare, Berlusconi, entra nello sport di massa (calcio in primis ma non solo) perché intuisce la prospettiva imprenditoriale del settore che potrebbe far “chiudere il cerchio” al suo business trasversale. Ed è così che, nel 1986, acquista la squadra di calcio professionistico del Milan (sebbene si fosse prima interessato all'Inter) con cui ben presto riesce a raggiungere le vette nazionali e internazionali dei vari campionati e tornei a cui partecipa.

Del club rossonero Berlusconi ne è stato presidente dal 1986 al 2017, tranne due parentesi di sospensione della carica dal 2004 al 2006 e dal 2008 al 2011, in quanto presidente del Consiglio dei ministri, mentre, dal 2012 al 2017, ne è stato presidente onorario. In 31 anni di attività, durante la presidenza Berlusconi, quella che nell’anno dell’acquisto, il 1986, era la seconda squadra calcistica milanese per numero di sostenitori e per palmares sportivo (l’Inter allora era la squadra di calcio più seguita e più titolata della metropoli milanese), diventa un club di livello mondiale, arrivando a vincere un totale di ben 29 trofei, tra cui:

  • 8 Scudetti;
  • 1 Coppa Italia;
  • 7 Supercoppe italiane;
  • 5 Coppe Uefa;
  • 5 Champions League;
  • 1 Coppa del Mondo per club Fifa

Dal 1990 al 1994 Berlusconi trasformò il Milan da solo club calcistico a polisportiva entrando in altre discipline sportive e comprando altre società di altri importanti sport di massa, tra cui Milano Baseball, Gonzaga Milano (pallavolo), Amatori Milano (rugby) e i Devils Milano (hockey). Finita l’esperienza milanista nel 2017, l’anno successivo, lo stesso Berlusconi acquista il Monza calcio, allora militante nel campionato di Serie C, con il quale punta ad arrivare in Serie A  e ai vertici nazionali del più importante business-sport italiano.

  • Altri sport

Elenco delle società sportive “minori” ricadute in vari periodi sotto la gestione proprietaria di Berlusconi:

  • AMATORI RUGBY MILANO MEDIOLANUM SRL - MILANO CINEMA, SPETTACOLO, SPORT
  • HOCKEY CLUB DEVILS MEDIOLANUM MILANO SRL - MILANO CINEMA, SPETTACOLO, SPORT
  • HOCKEY CLUB DIAVOLI MEDIOLANUM MILANO SRL - COMO CINEMA, SPETTACOLO, SPORT
  • PALLAVOLO MEDIOLANUM GONZAGA MILANO SRL - MILANO CINEMA, SPETTACOLO, SPORT
IL SIGNIFICATO IMPRENDITORIALE ED ECONOMICO DI SILVIO BERLUSCONI
Silvio Berlusconi dunque ha rappresentato per l'Italia uno dei principali attori del movimento economico nazionale, riuscendo, in poco più di tre decenni, ad entrare in possesso di un numero eccezionale di attività imprenditoriali, sapendole gestire con padronanza e autonomia quasi assolute; lasciando un'impronta e una visione del tutto personali che sono diventate il tratto distintivo rispetto alla concorrenza e il tratto comune a una filosofia di vita padronale che riprende un modus operandi della classe imprenditoriale milanese, la quale, in parte, è rimasta però a una dimensione molto più ridotta. 
Sullo sfondo di questa importante vicenda imprenditoriale che è, di fatto, nella grande storia d'Italia, rimane il legame - inevitabile per certi versi - che Silvio Berlusconi ha stabilito con la politica. Legame che gli costa la dubbiosità di molti osservatori, i quali ritengono sia stato fondamentale per il raggiungimento di determinati obiettivi.   


Autore dell'articolo: Pierpaolo Spanu

 

 

 

 

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