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I reni

 

I reni sono gli organi del corpo umano deputati all’espulsione delle scorie attraverso l’urina. Essi fanno infatti parte del tratto superiore del Sistema Urinario, composto, dall’alto verso il basso, anche di ureteri, vescica e uretra.



L’espulsione dell’urina è il compito principale dei reni ma oltre a questa mansione essi svolgono altre importanti funzioni come la secrezione di eritropoietina che è l’ormone promotore della maturazione dei globuli rossi; la secrezione della renina, l’enzima che regola la pressione sanguigna e, non ultimo, i reni hanno il compito di elaborare la vitamina D al fine di renderla fruibile dall’organismo. I reni sono dunque organi deputati ad eliminare le scorie e gli acidi; regolare l’equilibrio idrico-salino e a produrre alcuni ormoni. 

I reni svolgono dunque delle funzioni importantissime per il benessere del corpo umano ed è fondamentale tenerli sempre in salute. Tale condizione di benessere ovviamente dipende da tanti fattori, alcuni dei quali derivano dallo stile di vita che si conduce.

Otre infatti ad un controllo della pressione e dei livelli di glicemia la cui valutazione è di pertinenza medica, possono causare un mal funzionamento dei reni le seguenti sregolatezze abitudinarie:

  • il fumo;
  • l’eccessiva sedentarietà;
  • l’uso sregolato senza rispetto delle prescrizioni mediche di farmaci
  • l’alimentazione scorretta.

L’INSUFFICIENZA RENALE
L’insufficienza renale è la classica condizione del rene che funziona male. Si tratta di una patologia purtroppo diffusa.

L’insufficienza renale si può manifestare in due modi:

-              insufficienza renale acuta – ha uno sviluppo rapidissimo (da poche ore a qualche giorno) che potrebbe portare alla morte se non riconosciuta e trattata in tempo;

-              insufficienza renale cronica – si sviluppa lentamente nel corso di mesi o anni condotti con stili di vita non adeguati al benessere del rene e si manifesta quando la malattia è già in stato avanzato. Nei casi più gravi e di diagnosi tardiva potrebbe essere necessario il trapianto del rene o la dialisi.

I DANNI AL RENE
Le sostanza immesse in circolo a seguito dell’alimentazione o dallo stile di vita, se assunte in dosi sbagliate, non vengono eliminate dal rene e vengono accumulate nell’organismo diventando dannose e tossiche. I nutrienti che maggiormente creano problemi al funzionamento dei reni sono i sali minerali come il sodio, il potassio e il fosforo e le proteine.

IL FUMO

Il fumo, attivo o passivo che sia, causa danni al funzionamento renale perché aumenta la pressione sanguigna accelerando l’invecchiamento vascolare e quindi ostacolando la circolazione. Al tempo stesso, il fumo, espone il soggetto al rischio di cancro del rene perché le scorie presenti nel tabacco vengono eliminate attraverso l’urina, di cui, il rene, è il primo accumulatore del sistema.

LA SEDENTARIETÀ
La vita sedentaria espone a rischi seri il funzionamento dei reni. Questo perché, il mancato movimento, può causare l’ipertensione che espone a danni i vasi sanguigni che passano attraverso i reni.  Fare attività fisica intensa e controllata seguiti da un istruttore di educazione fisica aumenta considerevolmente le probabilità di allontanamento di patologie renali.

ALIMENTAZIONE SCORRETTA
L’alimentazione scorretta è una delle principali cause di problematiche serie a danno dei reni. Gli alimenti da tenere sott’occhio per un buon funzionamento dei reni sono: gli zuccheri, il sale, le proteine, i grassi saturi e i sali minerali quali il potassio, il fosforo e l’azoto.

  • Gli zuccheri

Nei soggetti sani il sangue arriva al glomerulo renale e una parte di esso, circa il 20%, viene filtrato. Tra le parti del sangue che vengono filtrate c’è il glucosio (lo zucchero) che, dopo essere  “setacciato” viene prontamente reimmesso in circolo e solo una minima quantità di esso viene rilasciato nelle urine. Quando vi è invece una concentrazione eccessiva di glucosio, 200-300 mg/dl di glicemia nei soggetti normali e 180 mg/dl nei diabetici di tipo 2, tuttavia, il rene non è in grado di riassorbirlo e va a concentrarsi nelle urine richiedendo all’organismo grandi concentrazioni di acqua. Questo malassorbimento può determinare nei casi più gravi e nei soggetti più deboli una disidratazione che porta ad una proliferazione batterica con annesse possibilità di infezioni urinarie. Il glucosio nelle urine comincia a essere significativa quando la glicemia supera i 160/180 mg/dl.

Gli zuccheri si trovano negli alimenti in varia forma. Nei dolci e nella frutta troviamo zuccheri semplici, quelli di immediato assorbimento che forniscono energia di pronto utilizzo, mentre nel pane, nelle patate, nella pasta e nel riso vi sono i cosiddetti “carboidrati complessi” che hanno un indice glicemico medio. Questi quando sono assunti da soli e in elevate quantità – le classiche “scorpacciate di pasta” – portano a un picco glicemico che l’organismo non sempre riesce a gestire, sovraccaricando, tra gli altri organi, proprio i reni che, incapaci di metabolizzare questa enorme quantità di zuccheri nel sangue, sono “costretti” a espellerla con l’urina innescando, di conseguenza, un processo di disidratazione. Ecco perché non è bene fare un pasto con la sola pasta in bianco, mentre è importante accompagnarla anche con cibi proteici e fibre.

  • Il sale

Il sale è usato in cucina per conservare gli alimenti e per esaltare i sapori. L’uso consapevole di questo “accessorio” dell’alimentazione è fondamentale per tenere in salute i reni i quali, in caso di una sua eccessiva concentrazione nel sangue, sarebbero i primi ad essere danneggiati. Compito dei reni è quello di filtrare il sangue e depurarlo eliminando tossine e residui, ma, se si superano più di 5 grammi di sale al giorno (un cucchiaino colmo ne contiene 10 grammi), esso inizia ad accumularsi nei tessuti e negli organi impedendo ai reni di filtrarlo. Le conseguenze di questa eccessiva concentrazione di sale nell’organismo cominciano  a farsi più evidenti dopo i 40 anni con piedi e addome gonfi, stanchezza cronica e sensazione di freddo. Sono gli effetti di una ritenzione idrica (liquidi e tossine) che infiamma l’organismo.

  • Le proteine

La metabolizzazione delle proteine, ovvero la trasformazione di esse in energia e in elemento plastico, è uno dei compiti più importanti e delicati dell’organismo, il quale, per essere svolto in salute, devono funzionare molto bene, tra gli altri organi, i reni. Questo perché, in caso di reni deboli o danneggiati, si potrebbe avere un accumulo di urea nel circolo sanguigno (l’esame dell’azotemia ne rivelai valori) che è il prodotto derivato dall’eliminazione delle proteine. Spesso i segnali di questa condizione sono dei dolori alla bassa schiena e la causa potrebbe essere una dieta iperproteica protratta troppo a lungo che ha determinato un accumulo eccessivo di rifiuti metabolici.

  • I grassi saturi

I grassi saturi sono acidi grassi che si trovano in molti alimenti e sono noti a tavola per essere particolarmente “buoni”, capaci cioè di insaporire i piatti. Essi si trovano nel burro, nel lardo, nei salumi, nei formaggi grassi tipo provolone o Emmenthal, negli olii di palma e di cocco e nei prodotti industriali da forno come brioches, snack e wurstel. 

La piacevolezza al palato di questi alimenti porta tante persone ad abusarne nel consumo e ciò può determinare nel loro organismo danni seri da accumulo e malassorbimento delle sostanze nocive presenti proprio nei grassi saturi. Tra gli organi bersaglio di questa cattiva lavorazione del cibo troppo grasso vi sono, oltre al fegato, i reni, che subiscono un danno ai glomeruli e una concentrazione elevata di radicali, nonché l’aumento della pressione arteriosa dovuto alla produzione di angiotensina da parte del rene.

Sono pertanto da consumare moderatamente ( e in certi casi su indicazione del medico da evitare) tutti gli alimenti che contengono grassi saturi, anche perché molto spesso hanno un alto contenuto di sale, usato sia come conservante che come esaltatore del sapore che aggiunge al rene un’ulteriore difficoltà metabolica.

  • Il fosforo

Se il rene non funziona bene il fosforo si accumula e altera la funzionalità e la composizione di ossa e sistema circolatorio. I latticini, tra cui soprattutto il formaggio, hanno un alto contenuto di fosforo e devono essere tenuti sotto controllo meglio se attraverso un piano alimentare concordato col proprio specialista o col dietologo.

  • Il potassio

Il potassio è un sale minerale fondamentale per il funzionamento corretto dell’organismo: entra in gioco nella determinazione della contrazione muscolare, compresa quella del cuore, che è un muscolo; contribuisce al nutrimento cellulare e alla costruzione delle proteine. Il potassio, se il rene non funziona bene, non viene eliminato dal circolo sanguigno e si accumula. I sintomi dell’intossicazione da potassio sono stanchezza, crampi, nausea, vomito e diarrea. Ecco perché è priorità seguire i consigli alimentari del dietologo, del medico nefrologo o del dietista renale per evitare che un’assunzione eccessiva di potassio determini un sovraccarico renale.

L’ACQUA
L’acqua è un alimento e l’organismo necessita di acqua per vivere. È importante conoscere la qualità dell’acqua che si beve per capire se sia adatta o meno ai nostri reni. In linea di massima si può dire che l’acqua oligominerale o poco mineralizzata cioè con basso contenuto di calcio è preferibile agli altri tipi di acqua. In ogni caso il parere fondamentale è quello del medico specialista che, avendo il quadro clinico sotto l’occhio, può dichiarare quale acqua sia più adatta al nostro organismo. Non è detto infatti che le acque dure, cioè con un alto contenuto di residuo fisso, siano sempre dannose per i reni. In ogni caso, bere acqua nelle giuste quantità si aiutano i reni a svolgere la funzione di filtro e ad eliminare dunque le tossine dall’organismo.

  • Fabbisogno di acqua quotidiano

Secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, in una ricerca pubblicata nel 2010, il l’essere umano ha un fabbisogno giornaliero di acqua che varia da soggetto a soggetto, ma, per soggetti normopeso, che hanno un’abitudine all’attività fisica media (almeno due volte a settimana in palestra) e vivono in luoghi con condizioni meteo moderate, dovrebbero assumere una quantità di acqua così indicata:

  • fino a sei mesi di vita: 100 ml al giorno
  • tra 6 mesi e i 12 mesi di età – attorno a un litro: 800-1000 ml/giorno
  • tra 1 e 3 anni di età – poco più di un litro. 1100-1300 ml/giorno
  • tra 4 e 8 anni di età –  oltre un litro e mezzo: 1600 ml/giorno
  • tra 9 e 13 anni di età – intorno ai due litri per maschi e femmine. In particolare 2100 ml/giorno per i maschi e 1900 ml/giorno per le femmine

adolescenti, adulti e anziani:

  • femmine 2 L/giorno
  • maschi 2,5 L/giorno



Autore dell'articolo: Pierpaolo Spanu

Le informazioni pubblicate su Informati-sardegna.it  sono solo di carattere divulgativo e non sono da considerarsi prescrizioni mediche. 

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